Pubblichiamo integralmente una proposta di legge. Il Ddl “Bongiorno” (Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione)

E’ una proposta di legge “snella” sono solo 8 gli articoli in esame, ma alcuni avrebbero un notevole impatto, come nel caso della Mobilità.

Sottolineiamo che è solo una proposta di legge.

Art. 5 (Principi e criteri direttivi in materia di mobilità del personale pubblico ed incarichi ad essi conferibili)

  1. L’esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo è finalizzato a razionalizzare, salvaguardandone la funzionalità della Pubblica Amministrazione, la disciplina della mobilità del personale pubblico tra le varie amministrazioni, nonché della tipologia degli incarichi ad essi conferibili.
  2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
    a) semplificare e omogeneizzare le procedure di mobilità volontaria, anche limitando le ipotesi di obbligatorietà di espletamento preventivo rispetto alle nuove assunzioni, ed escludendo il rilascio del nulla osta da parte dell’amministrazione di appartenenza e fermo restando l’obbligo di permanenza nella sede di prima assegnazione previsto dall’articolo 35, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001;
    b) assicurare la pubblicità e la trasparenza delle procedure di mobilità anche mediante la previsione dell’obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione e di quello del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri;
    c) nell’ambito delle procedure di mobilità, prevedere l’attribuzione di un titolo di preferenza ai soggetti beneficiari delle agevolazioni previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 o da altre disposizioni a tutela dei lavoratori con disabilità, nonché ai dipendenti con figli di età inferiore ai tre anni;
    d) prevedere, per il personale in disponibilità ai sensi degli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la definitiva risoluzione del rapporto di lavoro anche in caso di mancata accettazione di due proposte di ricollocazione formulate nell’ambito del termine di ventiquattro mesi previsti dall’articolo 33, comma 8, del predetto decreto legislativo; prevedere che il divieto di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 non si applichi al conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti non in possesso della relativa qualifica;
    e) aggiornare e coordinare, anche mediante la modifica dell’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la disciplina in materia di incarichi conferibili ai dipendenti pubblici, riducendo la tipologia di incarichi non soggetti ad autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza e prevedendo limiti al numero degli incarichi autorizzabili in ciascun quinquennio differenziati sulla base della loro natura, della loro durata e dell’entità dell’eventuale compenso riconosciuto.

I vincitori dei concorsi devono permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non derogabile dai contratti collettivi.

articolo 35, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001
Ddl Bongiorno: disegno di legge recante deleghe al Governo per il miglioramento della PA